La chiesa della Congregazione dell' Immacolata. Costruita nel 1650, (come si legge sul frontone d'ingresso) rivela "caratteri ancora tipicamente cinquecenteschi ripetuti nella struttura dell'edifìcio", che nel suo assieme non ha grandi pre
Scendendo da Lecce a Maglie, all'altezza del serbatoio idrico (vasca) di Corigliano d'Otranto, attraverso uno svincolo si giunge a Castrignano dei Greci. Qui ancora gli anziani parlano greco, e ancora è dato sentir da loro narrare antiche e suggestive storie di spietati baroni e di gente piegata dagli stenti e dai soprusi, ma mai vinta. Castrignano è dominata da un senso di arsura, dopo ogni tramonto affiorano nuovi sassi e scogli, ed è con questi che ogni giorno si misura la pazienza e la laboriosità dei contadini. In questo paesaggio sitibondo, gli alberi di ulivo, gli alberi di fico e i trulli formano "una mirabile triade solidamente unita nei millenni". (1) Originali e umili sono i muri a secco che recingono gli innumerevoli pezzi di terra. I rovi con le loro spine si intrecciano su di essi quasi a proteggere tanta antichità. Gli uccelli, saltellando e beccando i neri frutti saporiti, conferiscono a questi ruderi corrosi dal tempo un delicato senso di vita. Lo scirocco, con mille tentacoli, incombe sulle pietre tarlate dei trulli, sui vecchi ulivi, sulla terra avara, accumulando i profumi e rendendo cristalline voci e canti. Incombe anche sui morti e sembra fermare il tempo e rinnovare i ricordi. Che strano sgomento nel contemplare questo scenario fermo nei secoli!
In paese, invece, del vecchio nucleo poco è rimasto: qualche viuzza stretta e tortuosa, affiancata da casette a tetti, immacolate di calce e antichi cortili quadrati. II resto è stato tutto rinnovato nel tempo. Ultimamente, il paese si è ingrandito rapidamente a macchia d'olio, arricchendosi di rettifili incrociati e ridenti villette dalle fogge più svariate. La Chiesa Madre non è molto antica e il campanile che da l'impressione di un minareto, non è molto alto, ma, salendovi nelle chiare giornate estive, si scorgono i monti dell'Albania e la costa greca. Infatti la Grecia, terra dei padri, è vicina, letteralmente vicina, tanto da poterla vedere a occhio nudo. Castrignano ha avuto il suo cantore in Leonardo Mascello. Gustiamo per un istante il suono melodioso e carezzevole dei suoi versi che ritraggono in modo suggestivo il luogo natio visto con gli occhi dell'esule.
Paese natio, Castrignano, antico castello dei Greci, fortezza e nido di rapaci baroni tremendi e crudeli; falchi guatanti dall' alta rupe le prede nel piano; Castrignano, patria fuggita per tempo, io mai non ti dissi ancora l'arcana dolcezza dei tuoi campi sereni e ridenti! Le vaghe armonie de' tuoi campi verdi di biade e trifoglio; e i fremiti e i frulli del vento rombante tra i folti uliveti; e la gentile dolcezza dei piccoli canti d' uccelli; de" brevi squittìi deliziosi e limpidi gridi di cincie; e 'l gorgoglio flautato, argenteo delle calandre e l'incanto de gli ampi silenzi! Paese natio, questa gioia lontana mi preme com' incubo il cuore di pungenti voglie. O campagna verde e deserta, solitudine vaga e divina, quante volte m'avete cullato lo spirito stanco! Sentivo nell'anima fremere impeti indomiti e strani! La vita oscura, le cure, le necessità spaventose e indeprecabili e 'l tristo, feroce egoismo degli uomini, l'odio e la guerra de' simili, tutto obliavo, felice dei tuoi fiati odorosi, de' tuoi canti, muggiti di buoi, soffi, mormori, schianti, fruscìi, o campagna lontana; e profumi di fieno e di menta, di timo e di mandorli in fiore. A volte uno strano spavento improvviso, nell'erma e silente pianura, stringevami il cuore, come uno smarrimento vertiginoso; un lontano ricordo di vita vissuta nelle solitudini prime; un ritorno alla vita selvaggia, alle fonti del mistero, alla non esistenza primeva! Nell'ampio silenzio di là, perduto in un tonfo perenne e sordo, sentivo rombare un' eco dell' eternità! E allora affrettavo l'andare da dove s' affaccia il mistero per dove s' apre l' abisso. Tornavo tra gli uomini vili, dagli ampi silenzi di un mondo lontano e fascinatore, con strani sussulti nel cuore. Paese natio, luoghi puri, visti con occhi più puri; paese natio, luoghi santi e pii dell'infanzia, ove tanti pensieri soavi e speranze dolci e preghiere s' effusero come mistici fiocchi d' incenso! Paese natio, dove i primi s' aprirono sogni del cuore; piccola chiesa brillante di lumi e di marmi lucenti; prete buono e sereno; madonne dolci con bimbi soavi; organo grave e gioioso, nubi d' incenso odoroso salienti verso l' altare, come un mistico sogno di pace; o aurora della mia vita; o tempi, o luoghi, o piccolo me d' una volta, vi vedo e vi piango perduti per sempre! Mia madre che vivi lontano, noi soli restiamo ancor vivi del tempo che fu; noi due e quei luoghi laggiù... La grande casa di pietra e l' orto col suo melagrano costellato di fiori di fiamma; e il bianco alberello di prugne a ridosso del muro muscoso; l' antica pergola bassa, tutto è scomparso o mutato. Ed io ancor ricordo il tuo seno bianco, che tu m' offerivi, e su cui posavo la testa, già sazio di baci e di latte. O mia madre, difesa e rifugio all' ira tremenda del padre; o santa creatura, per tante da tuoi miti occhi cadute pie lacrime amare, per quante sorsate dal tuo seno bevvi; per quanti urti ed angoscie infersi al tuo povero cuore, sii benedetta in eterno! Di tè gioia più pura non vedo ne' miei dì passati; tu sola riempivi il mio cuore che il padre sovente atterriva. Posso dire che di trenta lunghi anni di vita vissuta tè sola ricordi, o creatura santa, o martire pura, o vittima della sventura! Ed oggi più bella mi appari, o dolente, in un nimbo sereno di rassegnata doglianza. O madre, mia sola speranza, preghiamo, o madre, il Signore; preghiamolo, o madre, per me. O madre, il tuo lungo dolore, o madre, la tua viva fé, offriamo a Dio padre per me! L. MASCELLO |
Leonardo Mascello, poeta e sacerdote, nacque a Castrignano dei Greci nel 1877 e morì nel 1951 ad Olinda nel Brasile dove insegnò lingua e letteratura italiana. La lirica "Paese natio..." è contenuta nel suo libro di poesie: "Foglie al vento" pubblicato ad Olinda nel 1910.
(1) R. CONGEDO, "Ove fiorisce l'olivo". Edizione Milella, Lecce, 1969.
Da: Castrignano dei Greci di: Angiolino Cotardo
Alla Fiera
Giorno di fiera, dedicata al santo della cappella campestre, San Leonardo.
E' alba. Si odono i primi rumori delle ruote dei traini, sopra la via nuova, che vanno verso la fiera
La chiesa della Congregazione dell' Immacolata. Costruita nel 1650, (come si legge sul frontone d'ingresso) rivela "caratteri ancora tipicamente cinquecenteschi ripetuti nella struttura dell'edifìcio", che nel suo assieme non ha grandi pre
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